Come è cominciato
Prima del campo c’era un’amicizia.
Si sono conosciuti così come capita a chi ha la testa sempre rivolta in alto: parlando di aerei. Un tratto di terra battuta in contrada Margherito, l’Etna all’orizzonte e la stessa domanda ripetuta per anni: e se costruissimo un posto dove poter volare davvero, insieme?
Hanno cominciato con quello che avevano: un velivolo, qualche attrezzo, i fine settimana e molta pazienza. Hanno livellato, tagliato, misurato, rifatto. Hanno imparato che una pista non è una striscia d’erba, ma un impegno quotidiano verso chi la userà.
Poi sono arrivati i primi allievi, i primi decolli all’alba, i primi rientri con il sole basso sulle stoppie. E il campo ha smesso di essere un sogno di tre persone per diventare il punto di ritrovo di una comunità di piloti.
Oggi l’aviosuperficie è questo: un luogo dove la passione viene trattata con serietà, e la serietà non toglie nulla all’emozione del primo volo.