Momento di briefing aeronautico, immagine illustrativa

Chi siamo

Tre amici, un campo, un’idea di volo.

L’Aviosuperficie Ramacca Margherito nasce dall’unione di Angelo, Marco e Vincenzo: passione per il volo, radici in Sicilia e la convinzione che imparare a volare sia prima di tutto imparare a prepararsi.

Come è cominciato

Prima del campo c’era un’amicizia.

Si sono conosciuti così come capita a chi ha la testa sempre rivolta in alto: parlando di aerei. Un tratto di terra battuta in contrada Margherito, l’Etna all’orizzonte e la stessa domanda ripetuta per anni: e se costruissimo un posto dove poter volare davvero, insieme?

Hanno cominciato con quello che avevano: un velivolo, qualche attrezzo, i fine settimana e molta pazienza. Hanno livellato, tagliato, misurato, rifatto. Hanno imparato che una pista non è una striscia d’erba, ma un impegno quotidiano verso chi la userà.

Poi sono arrivati i primi allievi, i primi decolli all’alba, i primi rientri con il sole basso sulle stoppie. E il campo ha smesso di essere un sogno di tre persone per diventare il punto di ritrovo di una comunità di piloti.

Oggi l’aviosuperficie è questo: un luogo dove la passione viene trattata con serietà, e la serietà non toglie nulla all’emozione del primo volo.

Angelo, Marco e Vincenzo davanti al Tecnam P96 Golf 100Hp I-5759 in aviosuperficie
Angelo, Marco e Vincenzo davanti al P96 Golf 100Hp I-5759: i tre soci che hanno dato inizio e vita all’Aviosuperficie Ramacca Margherito.

I soci

Tre modi diversi di amare la stessa cosa.

Da sinistra a destra nella foto: Angelo, Marco e Vincenzo. Caratteri differenti, un unico modo di stare in pista.

Angelo

L’entusiasmo che mette in moto le cose

È quello che non si accontenta di guardare il cielo: lo vuole raccontare. Ha portato nel gruppo la voglia di aprire il campo agli altri, di accogliere chi arriva per la prima volta e non sa ancora da dove si comincia.

Marco

La rotta e la responsabilità

Tiene insieme il progetto con la stessa cura con cui si compila un piano di volo: regole chiare, manutenzione puntuale, nessuna scorciatoia. Se oggi la scuola parla di metodo prima che di prestazioni, è merito suo.

Vincenzo

La memoria e le mani

Conosce i motori, i venti di questa piana e il valore del tempo passato in hangar. È la voce che ricorda che un buon pilota si vede a terra, nei controlli prima del volo, non solo in aria.

Il nostro approccio

Metodo, responsabilità, confronto.

La didattica valorizza la preparazione teorica, il briefing prima di ogni volo e il debriefing al rientro. Programmi e requisiti effettivi sono sempre confermati dalla scuola.

Nessuno vola da solo, nemmeno quando è ai comandi: dietro ogni allievo ci sono un istruttore, una scheda di avanzamento e un velivolo curato. È il modo in cui i tre soci hanno sempre immaginato questa scuola.

Se vuoi capire se il volo è la tua strada, il posto giusto per iniziare è qui, a terra, con una chiacchierata e un giro del campo.

Il prossimo passo

Parliamo del tuo percorso.

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